Perché Guatemala?

Perché abbiamo scelto per i nostri primi interventi umanitari il Guatemala, paese conosciuto dai turisti per le sue bellezze naturali, i suoi importanti siti archeologici, testimoni dell'antica cultura Maya, e per il suo clima mite da "eterna primavera"?
Certamente non per le suddette caratteristiche.

  
          
Tutti avranno qualche conoscenza dei Maya, l'antica popolazione insediatasi nel sud del Messico e nel Centroamerica e della sua millenaria cultura. Ma pochi hanno presente la loro storia recente.
La popolazione del Guatemala ha sofferto 36 anni di Guerra Civile, terminata soltanto nel dicembre del 1996, e durante questo periodo, il popolo di etnia maya ha subito un vero e proprio GENOCIDIO.
Ne danno conferma i rapporti della Chiesa Cattolica e della Commissione ONU (MINUGUA - Missione di verifica delle Nazioni Unite in Guatemala), oltre che le testimonianze autobiografiche di Rigoberta Menchú Tum, Premio Nobel per la Pace nel 1992.

Non è nostro compito di fornire qui i fatti storici - e rimandiamo alla pagina "Informazioni" per alcuni nostri consigli di lettura di approfondimento per chi fosse interessato.


Certo è che la quasi totalità della popolazione di origine maya vive in povertà e i bambini presentano le caratteristiche malattie causate dalla malnutrizione. La base nutrizionale è per loro il mais e i loro pasti giornalieri sono constituiti spesso quasi esclusivamente dal consumo di tortillas, che vengano preparate da una poltiglia di mais.


L'analfabetismo è elevatissimo e raggiunge nelle zone rurali anche il 75 % nel sesso femminile. Secondo una indagine dell'UNICEF ("La situazione dell'infanzia nel Guatemala") del 1999, il 41 % dei bambini e delle bambine nell'età scolastica non risultava iscritto alla scuola elementare. Un altro studio UNICEF del 2000 dimostra chiaramente la correlazione tra la mancata formazione scolastica e la povertà.
Abbiamo anche potuto constatare che la presenza di organismi umanitari è molto più limitata in paragone ad altri paesi poveri e in difficoltà di sviluppo (per rispetto verso gli altri popoli, non ci piace usare le definizioni correnti "Terzo Mondo" o "Paesi sottosviluppati").

Sono queste le ragioni che ci hanno spinto verso il progetto «Centro Educativo». Il progetto era stato presentato nel 1997 dalla sua fondatrice, l'associazione tedesca "Zukunft für Kinder", alla nostra consorella a Vienna che l'ha sostenuto finanziariamente.
Dal 1999 è l'associazione italiana ad occuparsi attivamente del progetto e a contribuire allo sviluppo del Centro Educativo.




 

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